WORDS BY MORRISSEY

Durante i primi anni ’80 un ragazzo scozzese di nome Robert Mackie era l’amico di penna di Morrissey. Alla fine degli anni ’80 Robert fotocopiò le lettere di Steven in un libretto intitolato “Le parole di Morrissey” e lo rese disponibile a chiunque ne facesse richiesta, al costo delle sole fotocopie. Dear Paganini, I’d thank you for your letter, but why should I? You didn’t thank me for mine. And please don’t call me “Steve”; it reminds me of the Bionic man, to whom I bear little resemblance. It’s almost worse than being called “Stephen” which reminds me of someone with a snotty nose. So, please call me “Steven”. Am I being unreasonable? Actually, I hate the name Steven, but I won’t go into THAT. Rob is a strange name. Is it short for Rabid? I was astounded to see the word “paroxysm” in your epistle – it must have taken you ages to find THAT ONE, Sonny. You may not believe that I’ve seen Scarey Bowie 14 times, but really, that’s YOUR problem. However, the fact remains that I have (and, as the great Dr. Phyliss Chessler M.D. once said, “facts speak louder than statistics”.) I saw Him first […]

WORDS BY MORRISSEY

Durante i primi anni ’80 un ragazzo scozzese di nome Robert Mackie era l’amico di penna di Morrissey. Alla fine degli anni ’80 Robert fotocopiò le lettere di Steven in un libretto intitolato “Le parole di Morrissey” e lo rese disponibile a chiunque ne facesse richiesta, al costo delle sole fotocopie. Dear person, So nice to know there’s another soul out there, even if it is in Glasgow. Does being Scottish bother you? Manchester is a lovely place, if you happen to be a bedridden deaf mute. I’m unhappy, hope you’re unhappy too. In poverty, Steven Cara persona, è bello sapere che c’è un’altra anima là fuori, anche se si trova a Glasgow. Ti scoccia essere scozzese? Manchester è un posto molto piacevole, se sei sordo, muto e costretto in un letto. Io sono infelice, spero lo sia anche tu. In povertà, Steven

LA PRIMA INTERVISTA AGLI SMITHS

Gli Smiths fanno musica molto tradizionale – musica dance con una potente linea di basso e particolare enfasi sui vocalizzi penetranti. Le loro influenze sono individualmente differenti, ma il sound finale è sempre molto caratteristico. Il loro obiettivo è quello di rimanere una formazione a quattro e non diventare un’altra immagine senza volto. Ma perché questo ritorno al sound delle origini? J (Johnny Marr) “Tutti cercano così intensamente di essere innovativi e originali, ma io penso che dopo Brian Eno e David Byrne non lo si possa essere di più. Loro sapevano come farlo. La musica oggi è tornata alla metà degli anni ’70; le persone hanno bisogno di ricominciare a pensare, ed è ora che un gruppo come il nostro prenda in mano le redini della situazione.” D (Dale – l’originario bassista) “Noi siamo gli unici a farlo, non facciamo parte di nessuna tendenza. Non volevamo avere un sound originale, ci è solo venuto fuori così. Abbiamo molte influenze differenti, ma anche tanto in comune. Non siamo certo una tipica band di Manchester.” Quanto è stato difficile per voi avere base a Manchester? J “Non è più difficile a Manchester che a Londra. Anzi, penso che questo sia il […]

UN ALIENO A LOS ANGELES

Negli anni ’80, con i suoi Smiths, faceva sentire speciali i cuori solitari e un po’ sfigati. Adesso l’inglesissimo Morrissey vive in California e non rimpiange l’Europa… Che cosa c’entri Morrissey con la caotica, salutista, glamourousissima Los Angeles è presto detto: ci abita. E mica da un mese, da sette anni esatti. Morrissey: con quel suo nome un po’ warholiano se ne uscì da Manchester poco prima della metà anni ’80 alla testa di una band chiamata The Smiths. Furono lo specchio nel quale una generazione, o forse due, di cuori solitari si rimirò, trovandosi bellissima e un po’ speciale. Durante i concerti Morrissey distribuiva gladioli e sguardi languidi, nelle interviste citava Kurt Vonnegut e D.H. Lawrence, ma soprattutto cantava cose nelle quali qualunque adolescente, non particolarmente a proprio agio con il ribollimento ormonale, poteva trovare sollievo. Suo il copyright di alcune tra le più sfigate e indimenticabili frasi d’amore mai apparse nei testi pop. Un esempio: “Se un autobus a due piani dovesse venirci addosso / morire accanto a te sarebbe un modo così paradisiaco di morire” (There Is A Light That Never Goes Out, 1986). Poi il gioco finì, e nel modo peggiore: in un tribunale per pidocchiose […]