LA PRIMA INTERVISTA AGLI SMITHS

Gli Smiths fanno musica molto tradizionale – musica dance con una potente linea di basso e particolare enfasi sui vocalizzi penetranti. Le loro influenze sono individualmente differenti, ma il sound finale è sempre molto caratteristico. Il loro obiettivo è quello di rimanere una formazione a quattro e non diventare un’altra immagine senza volto.

Ma perché questo ritorno al sound delle origini?

J (Johnny Marr) “Tutti cercano così intensamente di essere innovativi e originali, ma io penso che dopo Brian Eno e David Byrne non lo si possa essere di più. Loro sapevano come farlo. La musica oggi è tornata alla metà degli anni ’70; le persone hanno bisogno di ricominciare a pensare, ed è ora che un gruppo come il nostro prenda in mano le redini della situazione.”
D (Dale – l’originario bassista) “Noi siamo gli unici a farlo, non facciamo parte di nessuna tendenza. Non volevamo avere un sound originale, ci è solo venuto fuori così. Abbiamo molte influenze differenti, ma anche tanto in comune. Non siamo certo una tipica band di Manchester.”

Quanto è stato difficile per voi avere base a Manchester?

J “Non è più difficile a Manchester che a Londra. Anzi, penso che questo sia il posto giusto per noi. Non diventi parte di un’inclinazione transitoria.”
D “Sì. Se hai una buona idea, questo è il momento giusto per realizzarla. La musica in giro è così vacua e ci sono così tanti vuoti.”
J “E’ come la moda. Ora tutti gli ex-ribelli frequentano le discoteche, ed è per questo che noi ce ne teniamo alla larga. Non è necessario trasferirsi a Londra, ma per me la cosa più fastidiosa è l’intera “Joy Division faccenda”. E’ molto di moda essere una band di Manchester. La musica qui fa abbastanza schifo. Ha preso una direzione ma è quella sbagliata. Le band devono essere più positive e smetterla di auto-limitarsi.”

Cosa pensate dell’uso della tecnologia moderna nella musica?

D “Penso si stia esagerando. C’è gente che riesce a cantare solo attraverso un computer. Ecco perché la musica è in questo stato.”
J “Io non credo che la tecnologia abbia tutto questo effetto sulla scena musicale. Voglio dire, se le persone vogliono diventare una band tecnica, beh, sono affari loro. Tutto dipende da cosa vuoi fare, ma quelle cose non potranno mai sostituire la vera musica. Non danno né profondità né realismo.

Perché vi chiamate “The Smiths”?

S (Steven Morrissey) “Il nome non significa nulla, serve solo al suo scopo. Penso sia molto importante non essere classificabili in nessuna categoria. Una volta che ti hanno etichettato, i tuoi orizzonti si limitano e questa è una cosa che mi spaventa molto.”

Quanto sono importanti per voi i vestiti?

S “Non hanno più l’importanza che possedevano un tempo. Negli anni ’60 potevi guardare una persona e capire la sua personalità. Ora non è più così. I vestiti non sono più lo specchio dell’anima.”
J “La gente prende la moda troppo sul serio. Se noi dicessimo: “Bene, vogliamo avere questa immagine”, ci sarebbero sicuramente delle persone cui non piaceremmo. Abbiamo intenzione di essere onesti su questo argomento e, se le persone non ci amano, è perché siamo gli Smiths e non perché ci vestiamo in un certo modo. Non siamo ostinati; i gruppi delimitano il loro pubblico di molto affidandosi ad un’immagine.”

Ok, quindi lo stile è importante?

S “Lo stile non ha niente a che fare con i vestiti. Non puoi imparare ad avere stile, o ce l’hai o non ce l’hai. Puoi diventare qualcuno alla moda, puoi uscire e comprarti un bel vestito ma, se non lo sai indossare, non hai raggiunto nulla.”
J “Lo stile è più che altro un atteggiamento, ed esserne consapevoli è importante. Bisogna pensare in grande.”

Quali sono le cose in cui credete?

J “La musica e la moda sono diventate molto vacue. Non significano più nulla. La gioventù non ha più nessun movimento; ognuno salta semplicemente sul vagone dell’altro*. Vorrei che tutto questo cambiasse.”
* Probabile riferimento alla canzone dei Cure “Jumping Someone Else’s Train”, dall’album “Boys don’t cry” del 1980 (ndS).

Cosa significa per voi la parola anima?

D “E’ il centro, è un sentimento. L’anima è il luogo dove tutto nasce.”
J “E’ laddove le emozioni incontrano le convinzioni e vengono prese le decisioni importanti.”
S “Qualcosa che la gente ha particolarmente paura a mostrare. Non so perché; forse hanno paura dell’intimità – è una cosa così privata.”

Quanto è importante la musica nella società?

S “E’ probabilmente ciò che influenza di più la tua vita. Ogni persona ha un disco o una canzone preferita. E’ il modo più semplice per influenzare e cambiare la vita delle persone. E’ di sicuro più importante della politica.”
J “E ha molta influenza anche sulle persone non coinvolte direttamente, come le massaie. Possono vedere un punk al supermercato e rimanerne indifferenti, mentre cinque anni fa sarebbero uscite di testa. La musica influenza la vita sociale, e le band possono influenzare le persone di quella società attraverso quello che dicono.”

Siete mai tentati da questo potere?

S “Ovviamente lo siamo, è un potere molto forte, come quello che avevano i film. Cambiare la vita delle persone è una tentazione molto forte. Questo è un potere reale perché la vita delle persone è così isolata nell’era moderna. Il miglior potere che puoi avere è quello di far riflettere la gente sulla sua vita, e convincerla a smettere di essere così compiacente su tutto.”
D “Sì, è troppo facile prendersela con gruppi come gli Exploited, ma almeno loro fanno quello che vogliono e non se ne stanno a casa a guardare la TV.”
J “Mi spiace per i babbei a cui piace quella roba. Molti ragazzi indossano giacche con la scritta “Exploited”, e magari non sanno neanche cosa voglia dire.”

[i-D, febbraio 1983]